L’evento svolge anche un ruolo cruciale nel combattere sfide contemporanee come l’estremismo, il razzismo, l’isolamento e i pregiudizi, fungendo da ponte per costruire fiducia e dialogo tra tutti.
Ahmed Berraou
Cittanova - Calabria
Sabato 29-03-25
Ieri sera, la città di Cittanova, nella provincia di Reggio Calabria, ha celebrato la fine del mese sacro di Ramadan con un incontro speciale per l’Iftar, che ha visto la partecipazione di circa 200 persone, tra cui personalità religiose, istituzionali e rappresentanti della comunità locale.
L’incontro si è aperto con un discorso inaugurale tenuto dal signor Mohamed Al-Ghouazi, presidente del Centro Culturale Islamico di Cittanova, il quale ha sottolineato l’importanza del Ramadan nel rafforzare i valori spirituali e umani, e il suo ruolo nel costruire ponti di comprensione e solidarietà nella società.
Successivamente, il dott Ahmed Berraou, rappresentante della comunità marocchina in Calabria e presidente del "Forum Marocco Calabria", e presidente dell'associazione interculturale DAAWA di Cosenza, ha pronunciato un intervento nel quale ha evidenziato il ruolo della comunità marocchina nel promuovere l’integrazione sociale, lo sviluppo sostenibile e la coesione regionale. Ha inoltre ribadito l’importanza della partecipazione della comunità alle iniziative locali per rafforzare l’interazione positiva tra le diverse culture.
Il sindaco di Cittanova, Giuseppe Antico, ha accolto con entusiasmo i partecipanti e ha elogiato l’importanza di eventi come questo nell’applicare concretamente il concetto di integrazione. Ha espresso apprezzamento per il contributo della comunità marocchina nella vita della città e ha annunciato che il comune si impegnerà a fornire una sede adeguata per un centro islamico e un luogo di culto autorizzato.
Ha preso la parola anche il presidente dell’Ordine degli Avvocati, in rappresentanza del console onorario del Regno del Marocco in Calabria, Domenico Naccari, che non ha potuto partecipare personalmente a causa delle condizioni meteorologiche a Roma. Il presidente ha parlato del gemellaggio tra l’Ordine degli Avvocati della regione e la città marocchina di Settat, sottolineando l’importanza di tale collaborazione nel rafforzare i legami culturali e professionali bilaterali.
È intervenuto anche il parroco della città, che ha espresso l’apertura della Chiesa cattolica e della comunità cristiana nei confronti della comunità marocchina e di tutti i migranti. Ha inoltre annunciato l’avvio di un progetto per offrire supporto scolastico pomeridiano ai figli dei migranti, con l’obiettivo di aiutarli a migliorare il loro rendimento accademico.
Per la prima volta, l’evento ha visto la partecipazione di un rappresentante del comune di Taurianova, che si è detto impressionato dalla qualità dell’organizzazione e dal livello raggiunto da questo incontro nella sua quarta edizione. Ha inoltre dichiarato il suo impegno a collaborare con la comunità marocchina per organizzare eventi simili nella sua città.
Questo evento, giunto alla sua quarta edizione, rappresenta un’evoluzione significativa anno dopo anno, riflettendo fiducia, credibilità e rispetto reciproco tra i partecipanti. Non si tratta solo di un’occasione sociale, ma di una vera e propria piattaforma per promuovere valori umani e culturali che uniscono la società italiana e le sue comunità diverse.
Attraverso i piatti e le pietanze condivise, sono emerse chiaramente le radici culturali del Marocco nella convivialità, nell’ospitalità e nella generosità, valori che rafforzano i legami sociali ed esaltano la bellezza delle tradizioni marocchine. Questa diversità culturale apre nuove prospettive di cooperazione, integrazione e convivenza armoniosa.
L’evento svolge anche un ruolo cruciale nel combattere sfide contemporanee come l’estremismo, il razzismo, l’isolamento e i pregiudizi, fungendo da ponte per costruire fiducia e dialogo tra tutti. È anche un messaggio chiaro che riflette il valore dei marocchini e della comunità musulmana in generale, come parte integrante della società italiana e protagonisti attivi nella costruzione di un’Italia unita e multiculturale.